dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

Segui  ico-ASit nei social: Facebook icon Youtube icon  Facebook like

 
image #abbracciodipace
image Perché hai scelto ASit?
image il Codice Deontologico Comparato
image ASit Forum
image il codice in pillole: 12 interviste video
image Biblioteca di memoria
image Ladri di bambini


banner-001

sideBar
Mercoledì, 02 Febbraio 2022 19:03

ASitSanremo Social Club

Vota questo articolo
(1 Vota)

ASitSanremo Social Club
di Federico Basigli

Se c’è una cosa che a Sanremo non manca mai, oltre a fiori, canzoni, polemiche e retorica, è la vasta eterogeneità che regna tra palco e realtà, tra dietro le quinte e canzoni.

maneskin

Sanremo è stata terra promessa e terra dei cachi, con forte prevalenza della seconda, peraltro, capace di passare da Mirkoeilcane a BugoeMorgan, dalla canzoni sul dramma dei viaggi della speranza dei migranti del primo (tema ripreso quest’anno da Massimo Ranieri) alla roba trash fonte perenne di meme dei secondi (inutile linkare).

Non sempre escono pezzi come “L’uomo col megafono” o “Aria” di Silvestri, “Ti regalerò una rosa” di Cristicchi, “Minchia signor tenente” di quel compianto genio di Faletti.

La musica è anche impegno, non solo impegno. L’arte si espande nelle sue varie forme, giusto così.

Poi arrivano i Maneskin.

Ecco, io nemmeno li avrei fatti vincere, l’anno scorso (Musica leggerissima tutta la vita). Cantano la loro hit, “Zitti e buoni”. Va bene. E poi succede.

Cantano Coraline, un brano che non conoscevo. Dove c’è tutto il dramma di una ragazza, spiegato in maniera caotica, sporca, sghemba. Come capita sempre, con temi più grandi di noi. C’è la paura di non essere all’altezza del mondo e le ferite che quel mondo ha inferto ad una ragazza fragile, c’è l’abbandono, quasi richiesto per essere sola e non sentire dolore, isolarsi, può essere una favola nera del 1600 o un hikikomori dei giorni nostri. Un flusso di coscienza che investe, come quando sfondi le barriere del non detto, in un colloquio, e il ragazzo che conosci da anni ti offre spaccati della sua vita vividi e reali, che seppur dall’altro lato della scrivania ci finisci dentro anche tu, perché se non hai capacità empatica lascia perdere e poi ognuno ha i suoi mostri, i suoi ricordi. E allora i disturbi alimentari, il maltrattamento, fisico e psichico, l’abuso.

Quella zattera che naviga in un fiume in piena. Come le navi dei viaggi della speranza, e della morte. Perché a volte se ne esce, a volte no. A volte si riesce, a volte si perde, a volte non si gioca proprio, e ci si rinchiude nella propria torre d’avorio, consegnandosi in pasto ai propri demoni.

Coraline, urla le tue verità, e ringrazia Damiano per averti dato voce. Perché negli appartamenti a fianco del nostro, tante ragazze vivono ripiegate nel loro dolore. E magari, accesa la tv per vedere Ana Mena (per ogni Coraline c’è una espiazione, evidentemente), si ritrovano a capire che quel lieto fine che alla ragazza dei Maneskin sembra precluso può invece essere raggiunto, se Damiano, finita l’esibizione, piange. Piange, perché il messaggio è passato. Grazie.

Continua...

Letto 1088 volte Ultima modifica il Domenica, 06 Marzo 2022 22:43

Aggiungi commento

Sono consentiti commenti ai non registrati, ma prima di venire pubblicati saranno vagliati dalla redazione.
E' richiesto l'inserimento di un indirizzo e-mail (che non viene pubblicato).
La responsabilità di quanto inserito nei commenti è degli autori degli stessi.


Codice di sicurezza
Aggiorna

a cura della associazione ASit - Servizio Sociale su Internet

webmaster: Vittorio Zanon

webengineer: Fabio Cabianca

Consiglio Direttivo: Vittorio ZanonChiara Biraghi, Alessia Traversa, Maurizio CartolanoFederico Basigli, Anna Tonia Gabrieli, Ombretta Okely