
Capita così (come direbbe Brunori SAS) il ciclone Covid19. Nella struttura che coordino (dedicata a minori 0/12 anni) ci sono: una collega in malattia, un’altra sorprendentemente in dolce attesa ed infine una collega che può continuare a lavorare solo in assistenza domiciliare, non più su due servizi. I turni da coprire sono tanti e l’anzianità di servizio (all’attivo in comunità ho circa una dozzina di anni :D) non esiste. Al volo dunque si mescolano: orari improbabili, smartphone dotato di fotocamera e social network.
Cronache notturne (13 aprile 2020)
ore 2:45 circa > i pupi dormono, la tavola per la colazione di Pasquetta è imbandita, per ognuno di loro è stato scritto un biglietto personalizzato, il frigo custodisce gelosamente 1 kilo e mezzo di pasta fredda (incluse varianti integrali e senza pomodori), il forno cuoce rustici e torta salata.
Famme corre 'a piegà i panni asciugati vah, che sta' notte è un mozzico! ❤️
#iorestoincomunità #turnodinotte #pasquetta #amoreaitempidelcovid19 #nonsolocioccolata


Cronache notturne - parte 2 (18 aprile 2020)
ore 2:20 circa > Casa famiglia è tante cose. È accettare di non essere mai certi del proprio giorno libero; scendere a patti col quadro storto in foto; mancare da casa a volte tante ore, magari nei giorni di festa. Allo stesso tempo è: aver dato 11 baci della buonanotte; aver rimboccato coperte; inventato una storia con Peppa Pig e Cars insieme; preparato il sugo e la colazione per i colleghi che attaccano alle 8. È anche sentirmi "a casa" da oltre una dozzina di anni.
Prossima diretta su questi schermi, più o meno a quest'ora, giovedì prossimo ❤️
#iorestoincomunità #pensierinotturni #amoreaitempidelcovid19 #bambini #colleghi


Cronache notturne - Parte 3 (24 aprile 2020)
ore 2:30 circa - agli appassionati della rubrica "i turni di notte di Silvia" vorrei proporre un cambio lenti.
Questa notte vi parlo della storia di Adil e Saloua (nomi di fantasia). Ho conosciuto questi due fratelli nel 2016 e le nostre strade si sono incrociate di nuovo l'anno dopo. Una peripezia dopo l'altra, per arrivare a fare spazio dentro di loro a "mamma e papà nuovi". Si tratta di due bambini "grandi", di quelli special needs sopra gli 8 anni, che aspettano da tanto e per i quali è difficile trovare un collocamento. A fine febbraio arriva la convocazione in Tribunale: finalmente li hanno abbinati! Io e le colleghe in turno urliamo di gioia, ci abbracciamo e svegliamo gli gnomi più piccoli della casa, durante il riposino del primo pomeriggio: insomma, eravamo contente e non riuscivamo a contenerci!
Dobbiamo tacere però, con Adil e Saloua: noi finché non vediamo, non crediamo .. eh lo so, siamo troppo protettivi, ma capiteci: abbiamo le nostre buone ragioni.
Inaspettatamente a pochi giorni (potrei quasi dire ore) dall'udienza, veniamo travolti dal ciclone COVID19, che - infischiandosene dei nostri progetti - blocca tutto, lasciandoci l'amaro in bocca.
Questi giorni penso spesso che questi due bimbi siano tra le persone più penalizzate dalla pandemia: non lo sapevano, ma le loro mani stavano per toccare carne ed ossa del loro più intimo desiderio. Così stasera, terminata la fiaba della buonanotte, mando loro un bacio con lo schiocco e mormoro "è solo rimandato, mica si scherza qui!". Loro mi guardano perplessi, non capiscono, ma si fidano e sorridono. Poi mi fanno tornare indietro: mi estorcono una passata di piastra e un taglio sfumato di capelli per il prossimo turno di lunedì!
È fatta, ma questa sera penso ai loro "mamma e papà" in attesa da qualche parte in Italia. Vorrei urlare loro: sperate e non mollate, i vostri figli ci sono e vi aspettano! Andrà tutto bene.
#iorestoincomunità #adozionialtempodelCovid #storie #fratelli #genitori #tempo #coccole

Cronache notturne - Parte 4 (22 maggio 2020)
ore 3:00 circa > mi rendo conto di parlare spesso di adozione e/o affidamento: per le situazioni che vivo, per la storia personale, per l'impegno come volontaria di Italiaadozioni.
Invece questa notte penso alle famiglie di origine, all'impossibilità (in questo momento) di far loro incontrare bambini e ragazzi.
Fernando e Silvano ci stanno facendo arricciare tutti i capelli: si arrampicano ovunque, sembrano non ascoltare, urlano o parlano con una vocina stridula. Chiamano le loro mamme per nome e si innervosiscono: quando le sentono, ma anche quando la videochiamata non arriva.
Ginevra ne parla solo a volte, ma inizia a raccontare tante cose accadute a casa, molte non sono piacevoli da ascoltare, ma siamo con lei. Dario è troppo piccino, sorride e a volte chiama noi "mamma e papà": non ha tutti i torti, visto che siamo sempre qui a circolare in casa!
Tania è una gnoma, dice poco, quando racconta immagina e inventa una mamma, che non vede da anni, mentre a Selena (sua sorella) mancano tanto i fratelli: lei ha molti ricordi, di quelli tosti per davvero. Adil non parla della sua famiglia di prima, ma ha disegnato una città con case vuote, nello spazio orientato al futuro. Saloua invece ieri si è permessa di essere triste, di dire che la sua mamma di prima le manca e che ci pensa. È troppo tempo che si trova in casa famiglia, ma l'ha consolata Selena che la ha scritto un biglietto dolce "anche a me mancano, ti capisco perché stai qui da tre anni, è tanto".
Noi indossiamo i panni degli equilibristi e ci destreggiamo tra famiglie che vivono un momento di tristezza profonda e paura, al punto da iniziare una terapia farmacologica per "non andare ancora più giù", e altre che ci minacciano perché vogliono rivedere immediatamente i loro figli, incuranti delle ordinanze in materia.
Che fare dunque? Considerare tutto perduto? Noi dell'équipe abbiamo scelto di metterci le mani sul cuore: per calmarci quando siamo arrabbiati; per ascoltare quando batte forte perché ci siamo emozionati; per condividere i nostri autentici stati d'animo. La sgridata esce, ma la coccola di più. Fungiamo da ponte tra il prima e il dopo, qualunque esso sia.
Non andrà tutto bene "da solo", ma noi non siamo intenzionati a mollare e ce la mettiamo tutta!
#iorestoincomunità #famigliediorigine #contattiinPandemia #storie #minori #genitori #tempo #coccole

Cronache notturne - Parte 5 (30 maggio 2020)
ore 6:30 circa > puff puff ... Pant pant ... Questa volta ho finito tardi davvero e ho quasi rischiato (come già accaduto in un paio di notti) di mancare questo appuntamento. È l'alba da un po', la stanchezza inizia a farsi sentire, insieme alla consapevolezza che la prossima notte è tra circa un mese. Perché pian piano stiamo tornando ai nostri ritmi, l'emergenza rientra e tutto prova a ri-assumere forme note, ma non identiche. Avrei voluto postare una bella foto del libro che avevo preparato per i bimbi stasera "Guarda le stelle" di Italiaadozioni: se non lo avete ancora nella vostra libreria non perdete tempo (!), invece.... l'ho dimenticato a casa, ho pagato pegno con tanti baci con la mano dietro la mascherina e la lettura di un libro, su un bimbo invisibile di nome Gianni.
Mi hanno detto di sentirsi così anche loro, a volte, un po' invisibili, con questi adulti e giudici che non decidono mai e ci mettono troppo tempo. Indire un sindacato di gnomi in serata si può, ma rassicurarli e far sentire loro che nel nostro cuore c'è posto, beh ... Questo ha dato senso alla mia nottata. Le foto non hanno bisogno di commenti: sono disegni dei giorni scorsi ❤️
Qualcosa si muove, continuo a credere che andrà tutto bene.
#iorestoincomunità #disegni #volersibene #fiabeinPandemia #minori #invisibilità #tempo #coccole





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