Il mio nome è Alessia Traversa. Sono un'assistente sociale specialista di 37 anni innamorata di questa professione.
Impetuosa, caparbia, battagliera, ma anche ironica, affabile e affidabile. Sono dalla parte di chi vuol far sentire la propria voce che spesso rimane inascoltata. Di fronte alle difficoltà non rinuncio ai miei intenti anche correndo il rischio di rimanere da sola. Credo che un atteggiamento vincente porti a risultati migliori.
Mi piacciono la compagnia e il lavoro di gruppo. Sogno una società più equa e, per quanto mi sarà possibile, darò il mio contributo affinché ciò accada. Il senso di legalità e di giustizia li ho ereditati dai miei genitori, ma l'incontro avuto, all'età di diciassette anni, con il giudice Paolo Borsellino e l'intervista fatta alla sorella Rita per il lavoro della mia tesi triennale, hanno segnato per sempre il mio cammino professionale e di vita.
Lui diceva "la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale, morale ed anche religioso che coinvolga tutti e ognuno deve fare la sua parte, ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa, ognuno nel suo piccolo".
Da quell'incontro ho capito che le mafie sono tante; che bisogna lavorare ed impegnarsi per lasciare questo mondo un po' migliore di quanto non l'abbiamo trovato facendo del nostro meglio affinché ciò avvenga.
Durante il percorso formativo ho poi avuto la fortuna di conoscere e ricevere la guida di un grande professionista e amico. Luigi Bucci ha indirizzato il mio essere e sentire trasformandolo in un saper essere e un saper fare, ma soprattutto in un saper ascoltare con il cuore.
Perché sono in associazione?
Perché per migliorare la nostra professione e la nostra società occorre l'impegno responsabile di ciascun professionista: ASit offre l'opportunità di mettersi in gioco, di imparare e di confrontarsi con colleghi e realtà differenti.




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